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Function Point, misurare è meglio che tagliare

“Crisi” come opportunità: un’idea che in questi anni si è diffusa come un mantra. E, in alcuni casi,  ha riguardato anche il settore informatico, come ad esempio, l’interesse per tutti quegli strumenti che facilitano il controllo e migliorano tempi e costi di sviluppo del software.  La voce più importante nei budget dell’IT. In quest’ottica i Function Point, la principale metrica del software, sono saliti alla ribalta della scena IT e possono dare alcune delle risposte che il management attende.

E’ fuori di dubbio che l’utilizzo dei Function Point (nel seguito FP) sia fondamentale per il miglioramento del processo di realizzazione del software e porti notevoli benefici nella gestione dei contratti di sviluppo.
A livello italiano DIGITPA (ex CNIPA) ne raccomanda l’adozione per la PA:

… La misurazione del software rappresenta un campo nuovo e relativamente giovane dell’ingegneria del software (circa 30 anni) e consiste nella quantificazione degli attributi dimensionali e qualitativi dei prodotti software e delle attività correlate al loro sviluppo (processi). Le metriche trovano applicazione nelle aziende e nei team di sviluppo per gestire, controllare e migliorare i processi di produzione e sono utilizzate da alcuni acquirenti per governare le forniture di sviluppo e di manutenzione del software, per definire quantità e costo dei prodotti richiesti e definire i relativi profili di qualità.
…  L’uso di opportune metriche permette infatti di oggettivare maggiormente l’oggetto dei contratti, minimizzando le ambiguità, le incomprensioni, e contenendo le differenze tra valori iniziali e finali entro limiti ragionevoli. Consente inoltre di stabilire in modo preciso costi e schedulazioni del progetto, di verificare lo stato di avanzamento del progetto stesso, e di specificare modalità di controllo della qualità del software prodotto. …”

da “I Quaderni” del CNIPA, anno 1 Marzo 2004

Malgrado ciò la loro diffusione oggi non è così ampia. Un ostacolo, probabilmente, è la necessità di forti competenze per effettuare misure serie e per farne un uso corretto.
Talvolta si cercano “scorciatoie” alla misurazione canonica e si adottano tecniche di stima perlomeno discutibili (ad es. backfiring). Oppure si fanno usi impropri dei FP, con risultati deludenti che purtroppo generano sfiducia e scetticismo sulla loro utilità.

Tom De Marco è uno dei padri della software engineering, artefice dell’approccio strutturato (Structuerd Analysis, Structured Design) e autore di testi di riferimento, tra i quali “Why does software cost so much?” dalla cui copertina è tratta l’immagine sopra riportata

Tom De Marco, autore di “Why does software cost so much?” (immagine sopra riportata)

Misurare e usare i FP nel modo “giusto” è essenziale. I vantaggi che si possono cogliere compensano di gran lunga lo sforzo per ottenere questi risultati!

“You can’t control what you can’t measure”

I Function Point IFPUG e COSMIC sono oggi le metriche funzionali più diffuse: sono utilizzate in tutto il mondo, sono standard ISO e hanno alle spalle organizzazioni internazionali che ne definiscono le regole di misurazione, ne curano l’evoluzione e ne promuovono la diffusione (tramite documenti, forum, eventi, gruppi di lavoro ecc.).
I Function Point IFPUG vantano una “storia” ormai ultra trentennale, che si riflette in benchmark di misure molto ricchi. In diverse realtà aziendali, anche italiane, sono state maturate notevoli esperienze di utilizzo.
I Function Point Cosmic sono  una metrica di “seconda generazione” FPoint2 e adottano una diversa impostazione per superare i limiti mostrati, particolarmente in alcuni ambiti, dai tradizionali FP IFPUG. La loro diffusione è in costante crescita.

Oggi le aziende che utilizzano i Function Point spesso non usano altre metriche del software e inoltre fanno una scelta drastica: misurano con IFPUG o con COSMIC, in modo mutuamente esclusivo.  Ormai è noto il principio che una sola metrica del sw non basta e occorre invece adottarne un set: ognuna avrà ambito, obiettivi e limiti di utilizzo ben definiti. Questo principio, secondo noi, vale anche per le metriche funzionali. Riteniamo infatti che la dicotomia netta tra IFPUG e COSMIC vada superata, a favore di un utilizzo misto anche nell’ambito, ad esempio, di uno stesso progetto. L’obiettivo è usare la metrica funzionale più adatta alla misurazione dello  specifico elemento funzionale, non solo in virtù delle sue caratteristiche ma anche per storia e cultura aziendale. In alcune realtà aziendali italiane, particolarmente evolute nell’uso dei FP, ciò già avviene.
Certamente un tale scenario solleva  dei punti di attenzione, che vanno gestiti in modo pragmatico e soprattutto tenendo sempre presente che la misurazione dei FP è un mezzo per derivare altri parametri, ad esempio economici.

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