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Come definire una content strategy di successo: dal piano editoriale al visual

Caccia alla visibilità. La preoccupazione di tutte le aziende, che utilizzano gli strumenti del digital marketing, è la riconoscibilità e la necessità di emergere dal mare magnum delle offerte e informazioni dei diretti concorrenti. Ma il digital marketing impone alle aziende anche la produzione di contenuti di qualità per diversi canali di comunicazione. Dipende dalla qualità, la scelta dell’utente di fidarsi o meno di un’azienda. L’autoanalisi che ogni azienda può fare sulla qualità dei propri contenuti di marketing passa da una semplice domanda: in una landing page o in un video promozionale abbiamo utilizzato contenuti qualificati oppure solo frasi d’effetto? Dobbiamo partire dal presupposto che l’utente non è stupido! Se il consumatore, ad esempio, sta cercando approfondimenti su come cambiare l’hard disk al computer e si ritrova davanti una pagina pubblicitaria che vende computer, si irrita. Inoltre, Google è sempre più selettivo: sta perfezionando i suoi logaritmi con l’obiettivo di ricambiare i suoi clienti in termini di visibilità on line, ma solo per chi crea contenuti di qualità.

Quali sono le linee guida per creare contenuti migliori? E’ necessario seguire una strategia. Micheal Brenner, esperto di content marketing indica in sette parole chiave l’intera strategia: “Per creare content marketing di successo serve una Cultura che offra Contenuti pensati per il Consumatore, proposti in modo Continuativo, sui giusti Canali, promuovendo Conversazione e interazione con gli utenti. Ciò consente la costruzione di una forte Credibilità che avvicina gli utenti e facilita l’acquisto”.

Guardando al futuro, il content marketing diventerà una delle discipline chiave del marketing, sicuramente sempre più correlato ai big data e alla tecnologia. Se un’azienda vuole competere sul mercato moderno, deve caratterizzare le sue attività marketing puntando su SEO (Search Engine Optimization), content e digital marketing.Content

Un’attenta content strategy deve considerare una buona combinazione tra approccio editoriale e obiettivi business: deve individuare target, mezzi, tempi e canali adatti per pubblicare contenuti che soddisfino le esigenze dei clienti. In una sola parola deve realizzare: un piano editoriale.

Ricordiamoci che il motore di ricerca più potente e utilizzato, Google, ci “esamina”: i contenuti dovranno sempre essere creati ad hoc tenendo conto della SEO, che vuol dire: inserire delle descrizioni sintetiche ma complete scegliendo le giuste parole-chiave che serviranno per ottenere una più alta rilevanza sul motore.
Non tutte le aziende hanno a disposizione collaboratori capaci di occuparsi di questi temi, quindi è necessario frequentare corsi di formazione specifici oppure affidarsi ad una società di consulenza che sviluppa di contenuti web.
Un elemento che non va dimenticato è la continuità, gli esperti del settore sono concordi nel sostenere che servono almeno: 6 tweet al giorno, 1 post sul Blog alla settimana, 3/4 notizie alla settimana su Facebook, 3/4 notizie alla settimana su Google+, 2/3 post alla settimana su LinkedIn, 2/3 foto alla settimana su Instagram, etc. La scelta tra questi canali dipende molto dal target di riferimento.

Il vero valore aggiunto dato dal content marketing è: costruire una sana relazione di fiducia con il pubblico di riferimento. Per questo l’interazione è un elemento cruciale. Il pubblico deve sentirsi parte del progetto e questa partecipazione è data dai like, retweet, commenti ai post.  Per monitorare questa “fidelizzazione” o engagement si possono utilizzare tool che facilitano il compito, come: ManageFlietter, HootSuite, TweetDeck, etc.

Infine, una previsione: entro il 2020, l’80% di tutti i “contenuti” marketing sarà fatto di immagini e video. La famosa frase “Content is King” diverrà “Content is King but Visual is Kingdom”. Il contenuto è il Re ma il Visual è il regno in cui viviamo, soprattutto, se pensiamo ai dati statistici: i contenuti visuali ottengono ben il 94% di visualizzazioni in più rispetto ai contenuti solo testuali; i contenuti visuali vengono condivisi 40 volte in più sui social media rispetto ai contenuti testuali. Siamo attratti dalle immagini perché il 90% delle informazioni inviate al cervello dal mondo in cui viviamo sono prima visive. In media, le persone leggono solo il 20% di testo presente su una pagina web. Le persone ricordano l’80% di quello che vedono, il 20% di quello che leggono e solo il 10% di quello che ascoltano.
Per il business quattro sono gli strumenti visual che si possono utilizzare: presentazioni, video, immagini e infografiche.

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