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Francesca Alonzo

Francesca Alonzo

Nasce sul Vesuvio, per le sue doti comunicative le affibbiano il nome celebre di “Lilli Gruber” (un mito!). Laurea in Filosofia, conseguita con la convinzione che tutto cominci e finisca con la filosofia. In seguito, convinta che “lottare contro i mulini a vento” sia una leggenda messa in giro da chi non ha voglia di lavorare, decide di intraprendere la strada (tutta in salita) del giornalismo. Questa sarà la pagina più esaltante e, nello stesso momento, più triste della sua esperienza lavorativa. Dopo i primi passi nella grigia redazione de “Il Mattino” e un periodo in un settimanale dal nome beneaugurante “Il Domani”, decide di fare le valige (evitando quelle di cartone) e partire per la capitale italiana dell’editoria elettronica: Milano. L’avventura milanese, iniziata 18 anni fa, è segnata da un “migliaio” di curriculum, un imprecisato numero di colloqui - durante i quali in nome della flessibilità si è trasformata di volta in volta nel profilo professionale scelto dall’azienda di turno - e una piccola ma significativa serie di corsi di specializzazione. La svolta arriva quando riesce ad ottenere un posto al sole, superando le selezioni per un master per Editor multimediale e una collaborazione tra ingegneri della nuova generazione al Politecnico milanese. Da cui esce per trasformarsi in un imprenditrice portando avanti la tecno crociata per la cultura: prima con Sophie e poi con Alphabeti. Al suo attivo la partecipazione come docente a seminari e master dell’Università Cattolica e del Sole 24Ore; numerose pubblicazioni sul rapporto tra beni culturali e nuove tecnologie. Oggi sfida le ultime tendenze e si dedica, da Torino e in Tecnet Dati, alla “digital trasformation” e alla conversione dei manager italiani ad accogliere i Social Media nella propria azienda. La mission è sempre più impossibile, ma importante è: resistere resistere resistere! In futuro? Un sogno: la televisione!

Sharing, green, gig, digital, purché sia economy

Sharing economy, green economy, gig economy sono tra le parole chiave per descrivere l’economia di questo ultimo decennio, soprattutto in America e Nord Europa. Il percorso del settore è in salita, anche se il potenziale, a giudicare dai dati sul fatturato raccolti Price Waterhouse Cooper (PwC), è elevato ed è destinato a salire fino a 335 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Cinque i settori chiave: finanza peer-to-peer (+63%), online staffing (37%), car-sharing (+25%), streaming di musica e video (+17%), ospitalità (+31%).

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Decalogo digitale per non rimanere al palo, una ricerca CA Technologies

Fatturato cresciuto del doppio e aumento degli utili due volte e mezzo superiore rispetto agli approcci tradizionali. Questi, in estrema sintesi, i vantaggi delle aziende italiane che hanno accolto la sfida della digital disruption. “La trasformazione digitale di tutti i processi, accompagnata dal software, è il volano per incrementare il business” – secondo la recente ricerca Exploiting the Software Advantage: lessons from Digital Disrupters, condotta da Freeform Dynamics e promossa da CA Technologies, che ha sviluppato anche il decalogo dei Digital Disruptives. Leggi tutto

Dalla digital trasformation alla digital disruption, il cambiamento necessario

La domanda chiave, che può sintetizzare il VIII Social Business Forum 2015, è: “siete un’azienda Robocop oppure Ironman?” Siete ancora in fase di digital trasformation oppure avete iniziato il percorso della digital disruption?
Molti gli interventi all’appuntamento milanese (7 e 8 luglio) sulle nuove tendenze e le rivoluzioni nel business, tra queste quella che ha ispirato l’inizio di questo post, è di Ivan Ortenzi.

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Step by step per diventare Social: i primi due passi

“La domanda sorge spontanea” – diceva il noto conduttore televisivo Antonio Lubrano – “Per diventare un’azienda social cosa bisogna fare e, soprattutto, da dove si comincia?”. Iniziamo a dare qualche indicazione utile per fare le scelte più appropriate e incamminarsi su questa nuova strada senza pregiudizi. Innanzitutto, è bene sapere, che ogni azione sui social media è parte di una strategia più ampia, quella di marketing. Questo vuol dire che ogni nostra azione su un canale sociale, ad esempio Facebook, risponde ad un determinato obiettivo, che è stato stabilito prima in un “Piano di marketing”, nel quale sono state specificate anche le azioni del “Piano di marketing Social“.  Leggi tutto

Social Business, se lo eviti, ti uccide!

L’imperativo categorico: la digital transformation. Un paradigma di comunicazione fatto di modelli, processi e relazioni che devono cambiare all’interno e all’esterno delle imprese. Un nuovo modo di fare business, creando contatti duraturi e qualificati con i propri clienti. Ma l’Italia è pronta? No il nostro Paese è scettico, come sempre si divide tra “apocalittici e integrati” e finisce per perdere il treno ad alta velocità delle nuove tecnologie collaborative. La nostra prima “ricetta” per superare questo atteggiamento: informarsi. Leggi tutto.